INTERVISTA di ILARIA GENTILUCCI

 

 

Intervista a Claudio Zambelli, scalpellino

da ELICA.IT


Esercita un mestiere antico, anche se la sua attività è iniziata solo qualche anno fa ed in seguito ad una ispirazione esclusivamente personale. Non è stata infatti l'atmosfera di una tradizione familiare da proseguire ad aver spinto Claudio Zambelli ad intraprendere la nobile e difficile arte dello scalpellino, ma una passione nata dall'incontro con il marmo e le pietre, dalle loro caratteristiche e dalle loro potenzialità plastiche.
Certamente nel luogo dove risiede anche scolpire la pietra non pare poi un'occupazione così fuori dal tempo: Pedergnano di Erbusco è infatti un piccolo centro trecentesco collocato in una cornice di vigneti e colline, in piena Franciacorta. Lì si trova anche il suo laboratorio, un ambiente grande e luminoso, arredato quasi esclusivamente dai suoi lavori terminati o in fase di completamento, tutti realizzati in marmo e pietra.
Parte della sua produzione consiste in articoli realizzati su commissione: cornici per camini, fontane, vasi e complementi d'arredo improntati ad una linea estremamente classica e realizzati con una maestria d'altri tempi.
Accanto a questi trova spazio anche un altro tipo di realizzazioni, nato e fortemente ispirato da una passione evidente nei confronti della materia prima. Sono le opere, dal carattere spiccatamente astratto, attraverso cui si esprime senza vincoli l'artista, concepite seguendo le suggestioni generate dal contatto continuo con i materiali. Come dice egli stesso, "questo tipo di produzione deriva da quello che le sensazioni e le emozioni mi ispirano. Il contatto giornaliero con il marmo, le sensazioni che dalle mani, dall'odore della polvere, dai colori, arrivano al cervello, danno come risposta queste mie opere".
Gli abbiamo rivolto qualche domanda.

D. Lei è diventato scalpellino dopo il 1985: dove ha trovato l’ispirazione per imparare in tempi moderni un'attività così antica? Quali sono le sue motivazioni?
R. L'anno 1985 è stato il culmine di un lento accumulo di esperienze maturate lavorando materiali vari e molto diversi tra loro. La scoperta del marmo e della pietra, le caratteristiche e le forme che potevo realizzare con questi materiali hanno determinato la mia attività professionale e artistica.

D. Nella sua produzione rientrano elementi molto diversi: da vasi, cornici per caminetti ed arredi, fino a vere sculture artistiche molto particolari. Come coniuga la decorazione artistica con la funzionalità che devono conservare le opere destinate all’uso?
R. Il mio lavoro è determinato principalmente dal gusto del cliente che attraverso immagini e spiegazioni mi fa capire la forma e la decorazione che desidera sul lavoro richiesto; quindi la funzionalità è puramente decorativa.

D. Come arriva a concepire invece le opere puramente decorative (quelle che rientrano nella sezione "Galleria d’arte" del suo sito)? Quali sono le loro principali caratteristiche?
R. La natura nei suoi molteplici aspetti costituisce il tema principale delle mie opere, che rappresentano principalmente figure di uccelli, di vegetali e di oggetti allo stato primordiale. Utilizzando marmi diversi si ottengono contrasti cromatici e lavorando il marmo fino al suo limite ottengo leggerezza ed equilibri precari.

Leggerezza e forme in equilibrio, dunque, per cui la natura è solo il punto di partenza. Il vero soggetto delle rappresentazioni sono situazioni momentanee ed emozioni altrimenti ineffabili, rese attraverso immagini stilizzate, finemente plasmate da una tecnica sapiente e sofisticata. I titoli ("Avvertimento", "Attrazione", "Sentiero verso il cielo", ecc.) aiutano in molti casi a dare un contesto più preciso a sensazioni che le fattezze delle opere, in uno stile sospeso fra cubismo, futurismo e simbolismo, riescono a suggerire in maniera potente. Un'artista d'ispirazione contemporanea, accanto ad un dotato realizzatore di oggetti tradizionali.

D. L’ispirazione classica per lei è importante? Crede che, in generale, sia importante al giorno d’oggi nella produzione artigianale?
R. L'ispirazione classica per me è importante nella realizzazione solo di oggetti d'arredo cercando di rispettare forme e proporzioni dettate dai vari stili architettonici.

D. C’è un legame (di qualsiasi genere) che unisce tutta la sua produzione?
R. L'unico legame che lega tutta la mia produzione è il piacere che provo nel lavorare il marmo che ritengo un materiale nobile e arcaico; il rispetto che provo per esso mi porta a cercare di utilizzarlo e lavorarlo sempre al meglio, senza sprecarlo.

D. Quali sono i suoi materiali e le tecniche favorite? E perché?
R. Principalmente lavoro il Botticino (marmo bresciano) e il Sarnico (pietra arenaria del lago d'Iseo). La tecnica da me utilizzata è quella
tradizionale: intaglio a scapellino e intarsio, tecniche che ho imparato frequentando per cinque anni i corsi di una scuola professionale bresciana: la Rodolfo Vantini di Rezzato.

D. Cosa si augura per il suo futuro di artigiano-artista?
R. Per il mio futuro di artigiano-artista mi auguro di continuare e di migliorare le mie tecniche e poter dedicare più tempo alla realizzazione di opere dettate solo dalla mia fantasia.

Ilaria Gentilucci

 

   
   
   
   

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